La Stampa 3D per la diagnosi di cancro: radiologia e anatomia patologica si incontrano.

I progressi nelle tecniche di imaging stanno cambiando il modo in cui il cancro alla prostata (e non solo) può essere rilevato e trattato. Tuttavia, queste tecniche devono ancora essere perfezionate e c’è ancora grande margine di miglioramento. Vari team di ricercatori negli ultimissimi anni, hanno sviluppato degli ausili con Stampa 3D, per supportare i processi di correlazione tra Risonanza Magnetica e Istologia.

In un recente articolo dell’IRCCS SDN – Synlab di Napoli, dove ha sede uno dei RadLab di Aitasit, il team ha descritto i vari metodi utilizzati per la correlazione mediante Stampa 3D, di tumori alla prostata, mammella, fegato, rene e encefalo.

Lo stampo specifico per il paziente a basso costo, stampato in 3D, progettato per supportare un processo di correlazione Risonanza Magnetica e Istologia, in cui i dati raccolti sulla prostata attraverso una Risonanza Magnetica è stata confrontata con il tessuto rimosso durante una prostatectomia radicale. Esaminando l’effettiva presenza e l’estensione del tumore nel tessuto rimosso con le indicazioni presentate attraverso i dati della risonanza magnetica, si è in grado di individuare aree del processo di Risonanza Magnetica che richiedono un perfezionamento.

Lo stampo della cavità prostatica è progettato per mantenere il tessuto asportato nella posizione necessaria per un confronto esatto con i dati risonanza.

Mentre la valutazione istologica rappresenta il gold standard per la caratterizzazione e la prognosi del tumore, le tecniche di imaging stanno emergendo come strumenti preziosi per la stadiazione e il follow-up del tumore, anche a causa della loro mancanza di invasività (se non minima).
Di conseguenza, le comunità scientifica e clinica stanno spingendo l’imaging oncologico per generare biomarcatori più specifici e sensibili alla patologia o alla sua progressione.

Per questi motivi, mentre si stanno sviluppando tecniche di imaging avanzate per la proliferazione del tumore, la cellularità, l’espressione dei recettori o la perfusione, che rappresenteranno un importante passo avanti nella routine clinica. La convalida e la combinazione di questi nuovi parametri con il gold standard istologico appare obbligatoria.

La tecnologia di Stampa 3D applicata al campo biomedico ha sia il potenziale per facilitare il patologo nella fase di taglio sia per consentire studi associativi tra imaging e dati istologici. L’opportunità di mettere in relazione le informazioni macroscopiche con le proprietà microscopiche dei tessuti attraverso la creazione di corrispondenze spaziali può essere cruciale sia per convalidare le tecniche di imaging esistenti sia per identificare nuovi promettenti biomarcatori per la diagnosi, l’identificazione dell’obiettivo del trattamento e la prognosi.

Inoltre, la scoperta di una significativa sottovalutazione delle lesioni oncologiche nel caso di imaging rivaluta il ruolo crescente della radiologia nel flusso di lavoro clinico, fornendo nuove strade per la scoperta di biomarcatori quantitativi e per una migliore comprensione della recidiva della lesione dopo il trattamento.